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LE CORPORAZIONI
L’uomo ha sempre cercato di realizzare una struttura sociale ed economica in grado di soddisfare le proprie esigenze. La capacità di organizzarsi in associazioni è cresciuta di pari passo con l’evolversi dei bisogni che presentava la società stessa, che si trattasse di una comunità, di un impero o di una nazione, muovendo da accordi sociali ed economici semplici per procedere verso forme più complesse, coerentemente al grado di partecipazione pubblica.

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Oggi siamo impegnati in un sistema globale di carattere capitalistico e potremmo affermare di vivere nell’ordine economico più complesso mai realizzato nella storia dell’uomo, con l’ambizione di trovare un punto di stabilità sostenibile che abbracci tutti i costituenti che compongono la società internazionale. Siamo di fronte a una sfida epica che presuppone il discernimento necessario a compiere una modifica sostanziale del vecchio ordine mondiale e la conoscenza degli elementi innovativi da sviluppare – senza menzionare le capacità diplomatiche necessarie per dominare gli impulsi politici del momento!

Detto questo, è bene ricordare che ogni epoca si è sviluppata secondo un ciclo sistematico di crescita, stabilità e declino o, se si preferisce, di espansione, di equilibrio e di decadenza, prima di passare il testimone a una nuova idea di società, a un piano o a un paradigma innovativo. Naturalmente, la linea di separazione tra un’epoca e l’altra non è impermeabile, il nuovo modello non si sviluppa in un vuoto immune agli influssi del sistema precedente. Tuttavia, sebbene il processo non sia lineare, cresce in modo organico ed è molto difficile individuare cosa sia realmente trasmesso da un sistema all’altro.

A scuola ci hanno insegnato che le corporazioni erano organizzazioni strettamente legate al periodo medievale e costituivano un ordine che sarebbe stato trasformato dalla rivoluzione industriale europea, grazie alle innovazioni e alle invenzioni che si susseguirono nel tempo. Il punto è che le corporazioni non apparvero casualmente intorno al secolo XII per poi scomparire improvvisamente, abbandonate in favore di nuove strutture impiantate in seno alla rivoluzione industriale. Piuttosto, erano organizzazioni che lentamente si modificarono in nuove strutture capaci di affrontare le sfide e le esigenze della popolazione di quel determinato momento storico.

Le corporazioni, sin dalla loro origine, avevano elevato il lavoro a un dovere sociale e furono le prime espressioni d’impiego salariato. Bisogna riconoscere che le norme e i regolamenti utilizzati dalle corporazioni medievali in difesa degli interessi dei propri membri, costituirono il primo nucleo su cui si sarebbe sviluppato l’intricato insieme di disposizioni legislative moderne sul lavoro. Ma, a sua volta, il sistema delle corporazioni era il frutto dell’evoluzione di concetti e di strutture che si erano già consolidati molto tempo prima dell’era medievale e che trovano le proprie origini nell’antichità.

Gli storici che hanno esaminato la struttura delle corporazioni con metodi meno convenzionali, hanno superato i limiti del periodo medievale propriamente detto e hanno identificato organizzazioni simili anche al di fuori dei confini geografici assegnati alla civiltà occidentale. Tale campo di ricerca è molto delicato perché abbandona in parte il metodo scientifico a favore di un approccio più intuitivo. Gli studi si sono spinti fino all’analisi di alcune affermazioni della Bibbia che alludevano a una struttura simile a una corporazione sotto il regno di re Salomone. Il fatto che questi avesse sotto il proprio controllo migliaia di fabbri, di fornai e di tessitori, fa supporre l’esistenza di una sorta di ordine e di un insieme di regole. Tuttavia, non sono sopravvissute tracce per confermarne la reale natura. Pertanto, far risalire la vera origine delle corporazioni al tempo di re Salomone potrebbe essere un’affermazione non accurata.

Altre ricostruzioni storiche hanno preso in esame le forme associative di professionisti, chiamate Eterie, presso la cultura greca antica. Un’approfondita analisi, però, dimostra che queste erano troppo diverse l’una dall’altra per aver costituito un quadro comune al quale attribuire le origini delle corporazioni medievali.

Altri storici ancora, come ad esempio Fontebasso, sostengono che le corporazioni medievali possono avere avuto origine da quelle associazioni professionali che si erano sviluppate nella società suddivisa in caste dell’India antica. Inoltre, asseriscono che i traffici commerciali presso i popoli primitivi erano legati alla divisione in caste; tale sistema era composto di nuclei indipendenti con il proprio ordine controllato da un capo eletto o ereditario, investito di poteri giudiziari e amministrativi. A sostegno di questa teoria, Liverani (1940) ha notato una relazione fra il sistema indiano delle caste e un certo numero di associazioni di professionisti all’interno di diverse tribù africane. In Togo, ad esempio, i fabbri avevano costituito un’associazione in cui il capo (Matura-Supaga), proprietario delle incudini dell’intera tribù, aveva diritto a un decimo del reddito di ogni membro. Questi non poteva pronunciarsi sul loro lavoro, né condurre azioni disciplinari contro altri maniscalchi, inoltre, due volte l’anno, era suo dovere sacrificare una capra e un pollo per consacrare tutte le incudini con il sangue, al fine di chiedere prosperità agli dei.

Sembra chiaro che le corporazioni e le strutture a esse affini, siano state sempre presenti all’interno della società e siano derivate dallo stesso principio, ossia lo spirito del libero associazionismo. Ogni associazione professionale si è sviluppata in modo proprio nel tentativo di soddisfare e semplificare le esigenze e le condizioni di lavoro. Ogni forma di associazione si è mossa in tal senso, tenendo chiaramente conto delle specifiche contingenze storiche, politiche, economiche e morali.

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Bibliografia

  • Di Legge, Antonio. Storia delle corporazioni: Preistoria, Roma antica, alto e Medio evo, Rinascimento, epoca moderna, secolo del lavoro, universalità di Roma (1936)
  • Gonippo Morelli: Il comune artigiano nel Medioevo (1930)
  • Liverani, Francesco Armando. Le associazioni di Mestiere: nelle civiltà antiche e moderne (1940)

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