LA STORIA DEL CUOIO E IL PELLAME
Il pellame è stato uno dei primi
materiali che l'uomo ha imparato a lavorare e ad utilizzare. E' stato usato
come recipiente, come indumento ed anche come semplice elemento decorativo. Le
caratteristiche di questo materiale naturale lo rendono malleabile ed adatto ad
ogni uso.
La pelle, originariamente, era ricavata solo dagli animali frutto di battute di caccia e, successivamente, anche dagli animali di allevamento, riciclando un materiale considerato di scarto nella catena alimentare.
Le pelli, prima di essere utilizzate, necessitano di un accurato trattamento, per evitare che il prodotto vada in putrefazione ad alte temperature o si irrigidisca alla basse temperature. La "concia della pelle" è il processo lavorativo che si deve seguire per evitare questi inconvenienti. Probabilmente per caso, l'uomo primitivo si accorse che le pelli esposte al fumo dei fuochi, specialmente di quelli alimentati con foglie o legno fresco, duravano molto di più nel tempo: aveva in pratica scoperto la "concia alle aldeidi", una classe di composti chimici di cui il fumo è ricco e alcuni dei quali ancora oggi vengono utilizzati.
Analogamente, scoprì, la "concia al vegetale" con tannini quando si accorse che se una pelle era stata a contatto con acqua e con rami o foglie, la pelle si colorava di marrone e durava molto più tempo. Le foglie ed il legno, infatti, contengono tannini vegetali che venivano estratti dai vegetali ed assorbiti dalla pelle producendo la concia.
Gli antichi guerrieri romani e greci utilizzavano un cuoio molto duro conciato al vegetale per costruire scudi e corazze.
Durante il Rinascimento, l'arte di lavorare e decorare il cuoio ebbe un notevole sviluppo. L'uso del cuoio era ampiamente diffuso anche per produrre manufatti di uso più popolare, come per esempio calzature, che restavano, tuttavia, un manufatto piuttosto costoso non accessibile a tutti.
Fino alla seconda metà dell'Ottocento, la concia al vegetale era la principale concia utilizzata. Solo una piccola quantità di pelli destinata ad usi di lusso veniva conciata con allume (composti dell'alluminio): metodo di concia utilizzato ancora oggi. Come si vede alcuni aspetti della tecnologia conciaria risalgono addirittura alla preistoria e sono rimasti sostanzialmente invariati per secoli.
Un'accurata scelta del pellame, opportunamente trattato con i migliori processi di concia, ed il successivo processo di lavorazione (tramandato, adattato e migliorato duranti gli anni) del prodotto, sono fattori determinanti per ottenere oggetti raffinati e di qualità. Porosità, cicatrici, rughe e differenze di tonalità, infatti, non devono essere considerati difetti, ma testimonianze della genuinità di questo materiale così vivo e naturale.
L'artigianato del cuoio e dei pellami a Roma ebbe la sua massima diffusione nei secoli XV e XVI quando, le minuziose e raffinate tecniche di lavorazione applicate fino ad allora alla sola legatoria, vennero impiegate anche per la realizzazione di oggetti personali come cinte, borse e selle.
La pelle, originariamente, era ricavata solo dagli animali frutto di battute di caccia e, successivamente, anche dagli animali di allevamento, riciclando un materiale considerato di scarto nella catena alimentare.
Le pelli, prima di essere utilizzate, necessitano di un accurato trattamento, per evitare che il prodotto vada in putrefazione ad alte temperature o si irrigidisca alla basse temperature. La "concia della pelle" è il processo lavorativo che si deve seguire per evitare questi inconvenienti. Probabilmente per caso, l'uomo primitivo si accorse che le pelli esposte al fumo dei fuochi, specialmente di quelli alimentati con foglie o legno fresco, duravano molto di più nel tempo: aveva in pratica scoperto la "concia alle aldeidi", una classe di composti chimici di cui il fumo è ricco e alcuni dei quali ancora oggi vengono utilizzati.
Analogamente, scoprì, la "concia al vegetale" con tannini quando si accorse che se una pelle era stata a contatto con acqua e con rami o foglie, la pelle si colorava di marrone e durava molto più tempo. Le foglie ed il legno, infatti, contengono tannini vegetali che venivano estratti dai vegetali ed assorbiti dalla pelle producendo la concia.
Gli antichi guerrieri romani e greci utilizzavano un cuoio molto duro conciato al vegetale per costruire scudi e corazze.
Durante il Rinascimento, l'arte di lavorare e decorare il cuoio ebbe un notevole sviluppo. L'uso del cuoio era ampiamente diffuso anche per produrre manufatti di uso più popolare, come per esempio calzature, che restavano, tuttavia, un manufatto piuttosto costoso non accessibile a tutti.
Fino alla seconda metà dell'Ottocento, la concia al vegetale era la principale concia utilizzata. Solo una piccola quantità di pelli destinata ad usi di lusso veniva conciata con allume (composti dell'alluminio): metodo di concia utilizzato ancora oggi. Come si vede alcuni aspetti della tecnologia conciaria risalgono addirittura alla preistoria e sono rimasti sostanzialmente invariati per secoli.
Un'accurata scelta del pellame, opportunamente trattato con i migliori processi di concia, ed il successivo processo di lavorazione (tramandato, adattato e migliorato duranti gli anni) del prodotto, sono fattori determinanti per ottenere oggetti raffinati e di qualità. Porosità, cicatrici, rughe e differenze di tonalità, infatti, non devono essere considerati difetti, ma testimonianze della genuinità di questo materiale così vivo e naturale.
L'artigianato del cuoio e dei pellami a Roma ebbe la sua massima diffusione nei secoli XV e XVI quando, le minuziose e raffinate tecniche di lavorazione applicate fino ad allora alla sola legatoria, vennero impiegate anche per la realizzazione di oggetti personali come cinte, borse e selle.
LE TECNICHE DI LAVORAZIONI PROPOSTE
La borsa di Tolfa
In un primo momento, (ma meglio
anche il prox) la borsa di Tolfadivenne un indispensabile contenitore di cibo e
bevande per cavalieri e soldati: La sua
pratica tracolla, che lasciava libero l’utilizzo di entrambe le braccia, e il
cuoio, nobile materiale adoperato nella sua realizzazione, che garantiva
resistenza alle intemperie e mutazioni climatiche, rese pratici i loro
spostamenti.
Accompagnava chi la indossava sia
nei campi durante il duro lavoro, sia nei lunghi spostamenti a cavallo. Di seguito, la borsa di Tolfa, venne
abbracciata anche da mercanti, pellegrini e cacciatori.
Successivamente, verso gli anni Sessanta e Settanta, la borsa di Tolfa, venne adottata dagli studenti universitari, che la trasformarono, in robusta cartella per libri e quaderni, fino a farla diventare nel 68’, simbolo iconico della rivoluzione filosofica giovanile.
Lungo questo esteso percorso, la Tolfetana è arrivata a noi, autentica, indistruttibile e pratica. Il suo modello non ha mai subito mutamenti, una splendida creazione manifatturiera attuale e di design, che è pienamente entrata a far parte dell’esigente mondo della moda. Le sue caratteristiche inconfondibili con la sua linea sobria ed elegante, la rendono un classico intramontabile.
Successivamente, verso gli anni Sessanta e Settanta, la borsa di Tolfa, venne adottata dagli studenti universitari, che la trasformarono, in robusta cartella per libri e quaderni, fino a farla diventare nel 68’, simbolo iconico della rivoluzione filosofica giovanile.
Lungo questo esteso percorso, la Tolfetana è arrivata a noi, autentica, indistruttibile e pratica. Il suo modello non ha mai subito mutamenti, una splendida creazione manifatturiera attuale e di design, che è pienamente entrata a far parte dell’esigente mondo della moda. Le sue caratteristiche inconfondibili con la sua linea sobria ed elegante, la rendono un classico intramontabile.
La bisaccia
La bisaccia è fatta a mano con cuoio
di vacca. La bisaccia era usata dai
mendicanti e dai frati del Medio Evo e si portava a tracolla. Spesso chiamata “portafoglio per la sua
apertura unica e per la sua chiusura ai due lati. Praticamente la bisaccia è un lungo sacco
formato da due tasche, con apertura centrale, che si porta appeso a una spalla
o sull'arcione della cavalcatura.
Bigiotteria
Il corso intende esplorare il mondo
delle creazioni artistico-artigianali in pelle. Le principali possibilità
tecniche e stilistiche della lavorazione del pellame saranno studiate per
imparare a realizzare semplici accessori partendo dalla realizzazione del carta modello
e del modello in cartone, fino al montaggio e alla rifinitura. Attraverso la manualità e la realizzazione
pratica saranno affrontate tutte quelle caratteristiche e problematiche che
possono essere scoperte solo attraverso l'apprendimento fattivo.